51/88
La tolleranza dovrebbe essere una frase transitoria. Deve portare al rispetto. Tollerare è offendere.
52/88
Il vecchio perde una fra le principali prerogative dell'uomo, quella di essere giudicato dai propri pari.
53/88
Un vecchio è sempre un re Lear.
54/88
Il vero è una fiaccola, ma una fiaccola gigantesca; perciò tutti cerchiamo di scivolarle accanto stringendo le palpebre, presi perfino dal timore di bruciarci.
55/88
Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza.
56/88
Cara, chi oserà
dire: "Io credo in Dio?"
Puoi domandare a preti o a savi
e la risposta sembrerà prendere in giro
chi ha fatto la domanda.
57/88
Tutto è più semplice di quanto pensi ed allo stesso tempo più complesso di quanto immagini.
58/88
Il più sciocco fra tutti gli errori è quando giovani pur intelligenti credono di perdere la loro originalità se riconoscono quelle verità che già da altri sono state riconosciute.
59/88
Se è vero che la giovinezza è un difetto, ce ne correggiamo in fretta.
60/88
Quale governo, si domanda, è il migliore? Quello che c'insegna a governarci da soli!
61/88
Chi crede nell'immortalità si goda la sua felicità in silenzio; non ha nessun motivo di darsi delle arie.
62/88
I fortunati prendono dunque l'infelice per un gladiatore che debba morire con grazia sotto i loro occhi, come esigeva la plebe romana?
63/88
Certo, l'Inferno ha molte gole, molte!
Condizione sociale e dignità comportano
modi diversi d'essere inghiottiti.
64/88
Quel che è detto intelligenza
spesso è piuttosto vanità, limitazione.
65/88
Leggi e diritti si ereditano
come un'eterna malattia. Si strascicano
da una generazione all'altra, si propagano
di luogo in luogo, piano piano.
La ragione diventa assurdità,
il pubblico vantaggio una calamità:
che disgrazia essere un postero!
66/88
La letteratura nazionale non significa più molto, è tempo che si instauri una letteratura mondiale.
67/88
Senti come sussurra questo soffio d'amore. L'unica mia gioia è il tuo volere.
68/88
Una raccolta di aneddoti e massime è per l'uomo di mondo un grande tesoro, se egli sa spargere opportunamente i primi nella conversazione e ricordarsi delle seconde nelle circostanze convenienti.
69/88
La mediocrità non ha consolazione più grande del pensiero che il genio non è immortale
70/88
Solo i poveracci sono modesti.
71/88
Se le scimmie sapessero annoiarsi, potrebbero diventare uomini.
72/88
Dimmi chi frequenti, e ti dirò chi sei, e se so di che cosa ti occupi, saprò che cosa puoi diventare.
73/88
Un'opposizione che non ha limiti diventa insulsa.
74/88
Gli scrittori più originali dei nostri giorni non sono quelli che portano qualcosa di nuovo, ma quelli che sanno dire cose risapute come se non fossero mai state dette.
75/88
Chi pretende di rimproverare a un autore la sua oscurità farebbe bene a guardare prima dentro di sé per vedere se vi fa ben chiaro. Nella penombra, anche una scrittura chiarissima diventa illeggibile.
76/88
Il papato ha interessi a cose che noi neppure pensiamo, e mezzi di perseguirli dei quali non abbiamo idea.
77/88
Un arcobaleno che dura un quarto d'ora non lo si guarda più.
78/88
Chi non sente amore deve imparare ad adulare, altrimenti non può cavarsela nel mondo.
79/88
Lasciaci vedere come gli dei sono lieti.
80/88
Solo è allegro chi può dare.
81/88
Non si può vivere per tutti, e soprattutto non per quelli con cui non si vorrebbe vivere.
82/88
Gli anni sono come i libri sibillini: più se ne consuma, più diventano preziosi.
83/88
Ho trovato fra le mie carte un foglio in cui definisco l'architettura musica congelata.
84/88
Non c'è via più sicura per evadere dal mondo, che l'arte; ma non c'è legame più sicuro con esso che l'arte.
85/88
Nell'arte, abbastanza buono è l'ottimo.
86/88
Ognuno vede nel mondo
ciò che porta nel cuore.
87/88
La separazione è la morte.
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Te lo dico: chi si perde in astrazioni
è come un animale che uno spirito maligno
mena in giro per campi inariditi
e ha tutt'intorno bei pascoli verdi.