Frasi di Johann Wolfgang von Goethe

51/88

La tolleranza dovrebbe essere una frase transitoria. Deve portare al rispetto. Tollerare è offendere.

52/88

Il vecchio perde una fra le principali prerogative dell'uomo, quella di essere giudicato dai propri pari.

53/88

Un vecchio è sempre un re Lear.

54/88

Il vero è una fiaccola, ma una fiaccola gigantesca; perciò tutti cerchiamo di scivolarle accanto stringendo le palpebre, presi perfino dal timore di bruciarci.

55/88

Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza.

56/88

Cara, chi oserà
dire: "Io credo in Dio?"
Puoi domandare a preti o a savi
e la risposta sembrerà prendere in giro
chi ha fatto la domanda.

57/88

Tutto è più semplice di quanto pensi ed allo stesso tempo più complesso di quanto immagini.

58/88

Il più sciocco fra tutti gli errori è quando giovani pur intelligenti credono di perdere la loro originalità se riconoscono quelle verità che già da altri sono state riconosciute.

59/88

Se è vero che la giovinezza è un difetto, ce ne correggiamo in fretta.

60/88

Quale governo, si domanda, è il migliore? Quello che c'insegna a governarci da soli!

61/88

Chi crede nell'immortalità si goda la sua felicità in silenzio; non ha nessun motivo di darsi delle arie.

62/88

I fortunati prendono dunque l'infelice per un gladiatore che debba morire con grazia sotto i loro occhi, come esigeva la plebe romana?

63/88

Certo, l'Inferno ha molte gole, molte!
Condizione sociale e dignità comportano
modi diversi d'essere inghiottiti.

64/88

Quel che è detto intelligenza
spesso è piuttosto vanità, limitazione.

65/88

Leggi e diritti si ereditano
come un'eterna malattia. Si strascicano
da una generazione all'altra, si propagano
di luogo in luogo, piano piano.
La ragione diventa assurdità,
il pubblico vantaggio una calamità:
che disgrazia essere un postero!

66/88

La letteratura nazionale non significa più molto, è tempo che si instauri una letteratura mondiale.

67/88

Senti come sussurra questo soffio d'amore. L'unica mia gioia è il tuo volere.

68/88

Una raccolta di aneddoti e massime è per l'uomo di mondo un grande tesoro, se egli sa spargere opportunamente i primi nella conversazione e ricordarsi delle seconde nelle circostanze convenienti.

69/88

La mediocrità non ha consolazione più grande del pensiero che il genio non è immortale

70/88

Solo i poveracci sono modesti.

71/88

Se le scimmie sapessero annoiarsi, potrebbero diventare uomini.

72/88

Dimmi chi frequenti, e ti dirò chi sei, e se so di che cosa ti occupi, saprò che cosa puoi diventare.

73/88

Un'opposizione che non ha limiti diventa insulsa.

74/88

Gli scrittori più originali dei nostri giorni non sono quelli che portano qualcosa di nuovo, ma quelli che sanno dire cose risapute come se non fossero mai state dette.

75/88

Chi pretende di rimproverare a un autore la sua oscurità farebbe bene a guardare prima dentro di sé per vedere se vi fa ben chiaro. Nella penombra, anche una scrittura chiarissima diventa illeggibile.

76/88

Il papato ha interessi a cose che noi neppure pensiamo, e mezzi di perseguirli dei quali non abbiamo idea.

77/88

Un arcobaleno che dura un quarto d'ora non lo si guarda più.

78/88

Chi non sente amore deve imparare ad adulare, altrimenti non può cavarsela nel mondo.

79/88

Lasciaci vedere come gli dei sono lieti.

80/88

Solo è allegro chi può dare.

81/88

Non si può vivere per tutti, e soprattutto non per quelli con cui non si vorrebbe vivere.

82/88

Gli anni sono come i libri sibillini: più se ne consuma, più diventano preziosi.

83/88

Ho trovato fra le mie carte un foglio in cui definisco l'architettura musica congelata.

84/88

Non c'è via più sicura per evadere dal mondo, che l'arte; ma non c'è legame più sicuro con esso che l'arte.

85/88

Nell'arte, abbastanza buono è l'ottimo.

86/88

Ognuno vede nel mondo
ciò che porta nel cuore.

87/88

La separazione è la morte.

88/88

Te lo dico: chi si perde in astrazioni
è come un animale che uno spirito maligno
mena in giro per campi inariditi
e ha tutt'intorno bei pascoli verdi.


Biografia di Johann Wolfgang von Goethe