2/21
È sopravvivere alla morte, vivere?
3/21
La parola è impotente, la parola non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi, mai. Lo avvicina.
4/21
Ora sono vecchio e non rispetto più che le leggi della vecchiaia, che purtroppo sono le leggi della morte.
5/21
Tutti gli uomini sono, in un certo senso, in contrasto con la natura.
6/21
L'atto di civiltà è un atto di prepotenza umana sulla natura; è un atto contronatura.
7/21
Io personalmente sono un uomo, sono un poeta, quindi incomincio a trasgredire tutte le leggi facendo della poesia.
8/21
Poesia
è il mondo l'umanità la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento.
9/21
Sono un poeta
un grido unanime
sono un grumo di sogni.
10/21
Il vero poeta anela a chiarezza. Egli ha coscienza che la parola è difficile, ma, e se ne dispera, la rende fatalmente più oscura, più intrappolata nei significati che, cercando di nudarla e di coprirla di luce, le moltiplica.
11/21
Il ricordare è di vecchiaia il segno.
12/21
La carità feroce del ricordo.
13/21
Non mi lasciare, resta, sofferenza!
14/21
La verità, per crescita di buio
più a volarle vicino s'alza l'uomo,
si va facendo la frattura fonda.
15/21
Non mi rimane che rassegnarmi a morire.
Alleverò dunque tranquillamente una prole.
16/21
Corruzione che s'adorna di illusioni.
17/21
L'uomo, monotono universo,
crede allargarsi i beni
e dalle sue mani febbrili
non escono senza fine che limiti.
18/21
Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia.
19/21
La morte si sconta vivendo.
20/21
Col mare
mi sono fatto
una bara
di freschezza.
21/21
Cessate d'uccidere i morti,
non gridate più, non gridate
se li volete ancora udire,
se sperate di non perire.
Hanno l'impercettibile sussurro,
non fanno più rumore
del crescere dell'erba,
lieta dove non passa l'uomo.