Frasi di Charles de Saint-Évremond



1/18

A mano a mano che ho meno tempo di praticare le cose, ho meno curiosità di impararle.

2/18

Ci sono assai meno ingrati di quanto si creda, perché ci sono assai meno generosi di quanto si pensi.

3/18

L'amico il più debole e il più forte, l'ingrato e il riconoscente, tutti parlano l'istesso linguaggio e pure son così pochi quei che la mettano in pratica.

4/18

La poesia richiede un genio particolare, che non va troppo d'accordo col buon senso. Ora è il linguaggio degli dei, ora quello dei pazzi, raramente quello di un onest'uomo.

5/18

La salute, come la fortuna, ritira i propri favori a coloro che ne abusano.

6/18

Le brevi assenze animano le passioni, mentre quelle lunghe le fanno morire.

7/18

Bisogna essere stupidi, dicono gli spagnoli, per non fare due versi; bisogna essere pazzi per farne quattro.

8/18

È della vita come degli altri nostri beni: dissipiamo tutto quanto pensiamo di averne una gran riserva; diventiamo parsimoniosi solo quando si tratta di economizzare il poco che ci resta.

9/18

Non c'è sempre bisogno di godere piaceri: sapendo fare buon uso della mancanza di dolori, si può essere anche così abbastanza felici.

10/18

La felicità è un'idea nuova in Europa.

11/18

Il rimedio salutare è raramente di buon sapore; il dottore più dolce non è il migliore.

12/18

L'amore della libertà ha i suoi ingrati, come l'amor proprio ha i suoi.

13/18

Gli uomini saranno sempre più insensati che cattivi.

14/18

Bisogna bruciare d'una fiamma leggera,
essere incostanti quanto più a lungo si può,
perché viene un tempo in cui non è incostante chi vuole.

15/18

La vita é troppo breve, a parer mio, per leggere ogni sorta di libri e caricarsi la memoria di un'infinità di cose, a spese del proprio buon giudizio.

16/18

Chi non sa che la distruzione di Cartagine fu anche quella della Repubblica romana? Finché Roma ebbe l'opposizione della sua rivale, regnarono la virtù, l'obbedienza; appena non ebbe più nemici al di fuori, se ne fece di dentro.

17/18

La censura di coloro che ci avversano, è il più grande elogio che ci possa venire fatto.

18/18

Bisogna essere molto vanitosi per non accorgersi della propria debolezza.




Biografia di Charles de Saint-Évremond