Biografia di Roger de Rabutin
Nazione: Francia
Roger de Rabutin, conte de Bussy, nacque a Epiry, Francia il 13 aprile 1618 e morì ad Autun, Francia il 9 aprile 1693. Fu uno scrittore.
Era figlio di Léonor de Rabutin e Diane de Cugnac, apparteneva a una famiglia della Borgogna di antica nobiltà di cui era orgoglioso, e fu il terzo figlio della coppia; inizialmente destinato alla carriera religiosa, seguì l'insegnamento dei gesuiti al collegio di Nevers, dove ricevette una solida istruzione.
Fu confidente della celebre scrittrice di lettere Marie de Rabutin-Chantal, marquise de Sévigné, di cui era cugino, una delle figure più importanti della letteratura francese del XVII secolo, con cui ebbe una corrispondenza voluminosa e profonda; la loro relazione fu fondamentale per la sua vita e per la sua fama.
Durante le guerre civili della Fronda (sommosse contro il governo del cardinale Mazzarino), servì prima i ribelli e poi il governo, mostrando valore militare e brillantezza. Sebbene le sue scappatelle dissolute lo mettessero in difficoltà, fu comunque autorizzato a comprare il rango elevato di luogotenente generale della cavalleria leggera nel 1653, e fu eletto membro dell'Accademia francese nel 1665, riconoscimento che testimoniava il suo prestigio letterario.
Nel 1665, cadde in disgrazia con la pubblicazione, a sua insaputa, della sua opera più celebre, Histoire amoureuse des Gaules ("Storia amorosa delle Gallie"), un libro scandaloso e scritto in modo divertente che conteneva quattro racconti audaci ed erotici sulle donne della corte, tra cui Madame de Montespan e Madame de Lavallière, che offese l'orgoglio e il pudore della nobiltà. Il libro fu trascritto clandestinamente da una bella convalescente che lui voleva conquistare e giunse nelle mani di Luigi XIV.
Per questo libro, de Bussy-Rabutin pagò un prezzo altissimo: fu arrestato e rinchiuso alla Bastiglia per 13 mesi (1665-1666) e fu poi esiliato da Parigi nelle sue terre native della Borgogna, da dove non poté tornare fino al 1682. La sua disgrazia fu ancora più profonda quando i suoi nemici produssero altri pamphlet irosi vestiti come supplementi alla Histoire, che lo danneggiarono ulteriormente.
Dall'esilio, condusse una voluminosa corrispondenza con la famiglia e gli amici, conservando una vasta rete di relazioni. Nel 1691, postumi, furono pubblicati i suoi celebri Mémoires ("Memorie"), che offrivano una visione della società del suo tempo e delle sue speranze, e nel 1697 la sua Correspondance ("Corrispondenza"), insieme a un gruppo di scritti minori.
Roger de Bussy-Rabutin fu un libertino che divertì la nobiltà del suo tempo con storie scandalose raccontate in uno stile classico e leggero, un cortigiano che non fu spia, né adulatore, né servo, e quindi inadatto al secolo di Luigi XIV che umiliava l'orgoglio della vecchia nobiltà e intendeva piegarne le libertà feudali. È ricordato come uno scrittore che ha saputo raccontare la galanteria e l'erotismo della corte francese del XVII secolo con eleganza di stile e spirito, in un contrasto che incanta ancora oggi.
Era figlio di Léonor de Rabutin e Diane de Cugnac, apparteneva a una famiglia della Borgogna di antica nobiltà di cui era orgoglioso, e fu il terzo figlio della coppia; inizialmente destinato alla carriera religiosa, seguì l'insegnamento dei gesuiti al collegio di Nevers, dove ricevette una solida istruzione.
Fu confidente della celebre scrittrice di lettere Marie de Rabutin-Chantal, marquise de Sévigné, di cui era cugino, una delle figure più importanti della letteratura francese del XVII secolo, con cui ebbe una corrispondenza voluminosa e profonda; la loro relazione fu fondamentale per la sua vita e per la sua fama.
Durante le guerre civili della Fronda (sommosse contro il governo del cardinale Mazzarino), servì prima i ribelli e poi il governo, mostrando valore militare e brillantezza. Sebbene le sue scappatelle dissolute lo mettessero in difficoltà, fu comunque autorizzato a comprare il rango elevato di luogotenente generale della cavalleria leggera nel 1653, e fu eletto membro dell'Accademia francese nel 1665, riconoscimento che testimoniava il suo prestigio letterario.
Nel 1665, cadde in disgrazia con la pubblicazione, a sua insaputa, della sua opera più celebre, Histoire amoureuse des Gaules ("Storia amorosa delle Gallie"), un libro scandaloso e scritto in modo divertente che conteneva quattro racconti audaci ed erotici sulle donne della corte, tra cui Madame de Montespan e Madame de Lavallière, che offese l'orgoglio e il pudore della nobiltà. Il libro fu trascritto clandestinamente da una bella convalescente che lui voleva conquistare e giunse nelle mani di Luigi XIV.
Per questo libro, de Bussy-Rabutin pagò un prezzo altissimo: fu arrestato e rinchiuso alla Bastiglia per 13 mesi (1665-1666) e fu poi esiliato da Parigi nelle sue terre native della Borgogna, da dove non poté tornare fino al 1682. La sua disgrazia fu ancora più profonda quando i suoi nemici produssero altri pamphlet irosi vestiti come supplementi alla Histoire, che lo danneggiarono ulteriormente.
Dall'esilio, condusse una voluminosa corrispondenza con la famiglia e gli amici, conservando una vasta rete di relazioni. Nel 1691, postumi, furono pubblicati i suoi celebri Mémoires ("Memorie"), che offrivano una visione della società del suo tempo e delle sue speranze, e nel 1697 la sua Correspondance ("Corrispondenza"), insieme a un gruppo di scritti minori.
Roger de Bussy-Rabutin fu un libertino che divertì la nobiltà del suo tempo con storie scandalose raccontate in uno stile classico e leggero, un cortigiano che non fu spia, né adulatore, né servo, e quindi inadatto al secolo di Luigi XIV che umiliava l'orgoglio della vecchia nobiltà e intendeva piegarne le libertà feudali. È ricordato come uno scrittore che ha saputo raccontare la galanteria e l'erotismo della corte francese del XVII secolo con eleganza di stile e spirito, in un contrasto che incanta ancora oggi.
Frasi di Roger de Rabutin
Per ora abbiamo un totale di 3 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Quando non si ama troppo, non si ama abbastanza.
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