Frasi di Orazio

1/275

Pulvis et umbra sumus.

2/275

Carpe diem.

3/275

Cogli l'attimo.

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Siamo polvere e ombra.

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Il cane che guastò la pelle unta d'olio non se ne astiene più.

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Canis a corio numquam absterrebitur uncto.

7/275

Cenava... con ciò che sarebbe stato sufficiente a tre orsi.

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Cenabat... tribus ursis quod satis esset.

9/275

Chi ha cominciato ha compiuto metà dell'opera.

10/275

Dimidium facti qui coepit habet.

11/275

Trasporta l'uditorio nel mezzo della narrazione come se le premesse fossero note.

12/275

Et in medias res non secusa ac notas auditorem rapit.

13/275

Tacete!

14/275

Favete linguis!

15/275

Uno stomaco raramente digiuno disprezza i cibi volgari.

16/275

Ieiunus raro stomachus vulgaria temnit.

17/275

La morte raggiunge anche l'uomo che fugge.

18/275

Mors et fugacem persequitur virum.

19/275

La parola detta non può tornare indietro.

20/275

Nescit vox missa revertit.

21/275

O uomini forti, che spesso avete affrontato con me mali ancora maggiori, scacciate col vino le preoccupazioni.

22/275

O fortes peioraque passi mecum saepe viri, nunc vino pellite curas.

23/275

La pallida morte bussa allo stesso modo ai tuguri dei poveri e ai palazzi dei re.

24/275

Pallida mors aequo pulsat pede pauperum tabernas regumque turres.

25/275

La capretta degli altri ha la mammella più gonfia.

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Aliena capella gerat distentius uber.

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Beato chi lontano dagli affari,
come l'antica generazione dei mortli,
lavora i campi paterni coi suoi buoi,
privo di debiti.

28/275

Beatus ille qui procul negotiis
ut prisca gens mortalium
paterna rura bobus exercet suis
solutus omni foenore.

29/275

Mi sforzo di essere conciso, divento oscuro.

30/275

Brevis esse laboro, obscurus fio.

31/275

Facile come la cera a volgere verso il vizio.

32/275

Cereus in vitium flecti.

33/275

La punizione incalza la colpa.

34/275

Culpam poena premit comes.

35/275

Una lettura che sia piaciuta, piacerà anche se ripetuta dieci volte.

36/275

Lectio quae placuit semel, decies repetita placebit.

37/275

La morte è l'estremo limite delle cose.

38/275

Mors ultima linea rerum est.

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Mi adopero non di servire alle cose, ma di farle mie serve.

40/275

Mihi res, non me rebus subiungere conor.

41/275

Nuoterai senza sughero.

42/275

Nabis sine cortice.

43/275

Non è concesso di sapere tutto.

44/275

Nec scire fas est omnia.

45/275

Non era il momento.

46/275

Non erat hic locus.

47/275

Imitatori, gregge di servi!

48/275

O imitatores, servum pecus!

49/275

Oh, campi, quando vi rivedrò!

50/275

O rus, quando ego te adspiciam!


Biografia di Orazio