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L'uomo vuole sempre sperare. Anche quando è convinto di essere disperato.
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Niente ha successo come il successo.
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Le esperienze che contano sono spesso quelle che non avremmo mai voluto fare.
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La storia dell'umanità non è che un lungo sbadiglio di noia.
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Nanni Moretti si annida nelle cerniere della storia come una ruggine corrosiva.
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Per una donna i corteggiatori sono come le collane e i braccialetti: ornamenti di cui, se può, preferisce non disfarsi.
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Vedi, non c'è coraggio e non c'è paura... ci sono soltanto coscienza e incoscienza... la coscienza è paura, l'incoscienza è coraggio.
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Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano.
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Si vede che lo sport rende gli uomini cattivi, facendoli parteggiare per il più forte e odiare il più debole.
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L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più ti torna a galla e non c'è verso di ricacciarla nel fondo.
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Anima è quello che appartiene a tutti e a nessuno. Anima è amore. Anima è idea. Anima è libertà. Anima è Dio.
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Le donne sono come i camaleonti, che dove si posano prendono il colore.
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Se fossi religioso, direi che è venuta l'apocalisse. Siccome non sono religioso, mi limito a dire che sono venuti i nazisti, il che, forse, è la stessa cosa.
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Quando si agisce è segno che ci si aveva pensato prima: l'azione è come il verde di certe piante che spunta appena sopra la terra, ma provate a tirare e vedrete che radici profonde.
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Da quella sera cominciai a pensare, voglio dire che cominciai a fare una cosa e a pensarne un'altra, che è poi, credo, quello che si chiama, appunto, pensare.
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Così tutti hanno ragione e il torto non ce l'ha nessuno; e dalla ragione nasce la morte.
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La premessa al romanzo può essere solo una attitudine impoetica e acre a giudicare e ricordare.
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C'è nei sogni, specialmente in quelli generosi, una qualità impulsiva e compromettente che spesso travolge anche coloro che vorrebbero mantenerli confinati nel limbo innocuo della più inerte fantasia.
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Studenti. Ma che studiano quelli che si chiamano studenti, che studiano? Se per studio s'intende, come si è sempre inteso, scrostarsi di dosso l'ignoranza a forza, appunto, di studio, allora quelli sono studenti per modo di dire. E il nome di studenti che portano indegnamente è un non so che di triste, come un mendicante che si chiami Prospero, come un beccamorto che si chiami Giocondo.
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Viaggiare non è veramente piacevole, si va incontro all'ignoto e l'ignoto è qualche volta sgradevole e sempre traumatico; però, fa bene.
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Quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede.
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Lo sa lei come la chiamano adesso la dignità professionale: immagine. E che cosa crede che sia l'immagine? E un prodotto è più importante di chi lo produce.
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Non erano, poi, ingiurie semplici, brutali, da uomo che in fondo non fanno male a nessuno; no, erano ingiurie da donna, sottili, di quelle che ti entrano dentro come aghi e poi ci rimangono e più tardi, se ti muovi, te li senti pungere il diavolo sa dove.
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La borghesia ha espresso un solo personaggio a suo modo positivo: l'intellettuale. Tutte le altre professioni, nella ricerca della verità, sembrano fermarsi al privato tornaconto; mentre l'intellettuale, appunto per dovere professionale, deve andare fino in fondo al reale; se non lo fa, non è un intellettuale, è un pover'uomo qualsiasi.
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L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più ti torna a galla.
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Non è una parte importante del viso, il mento, meno importante assai del naso o degli occhi, ma se vi manca, non so perché, tutti vi prendono per scemo.