Frasi di Georg Lichtenberg



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Ringrazio Dio per avermi fatto diventare ateo.

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"Come va?", disse un cieco a uno zoppo.
"Come vede", rispose lo zoppo.

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Amo più chi scrive in un modo che possa diventare una moda che non chi scrive secondo la moda.

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Chi è innamorato di se stesso ha almeno il vantaggio di non incontrare molti rivali nel suo amore.

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Il dubbio non dev'essere altro che vigilanza, altrimenti può diventare pericoloso.

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Oggigiorno abbiamo più dottori di onestà che uomini onesti.

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Se camminare su due gambre non è naturale all'uomo, è tuttavia un'invenzione che gli fa onore.

8/36

Non abbiamo parole per parlare di saggezza con uno stolto.
È già saggio chi capisce un uomo saggio.

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I Santi scolpiti hanno molta più influenza nel mondo che i Santi vivi.

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Quando uno scrive per sua personale soddisfazione e scrive tutto quello che sa, è sicuramente un cattivo scrittore.

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Uno scrittore che ha bisogno d'una statua per essere immortale, non è degno neanche di avere una statua.

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I sottufficiali più piccoli di statura sono i più superbi.

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Tu credi ch'io corra dietro allo strano perché non conosco il bello, ma ti sbagli: è perché tu non conosci il bello che io corro dietro allo strano.

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Distribuiva la benedizione della domenica e spesso anche le bastonate del lunedì.

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Che l'uomo sia la più nobile creatura del mondo, si può dedurlo dal fatto che nessun'altra creatura lo ha mai contraddetto su questo punto.

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Se gli uomini diventassero improvvisamente virtuosi, molte migliaia di persone morirebbero di fame.

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Per noi la più interessante superficie del mondo è quella del viso umano.

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Quanto meglio sarebbe se i voti si potessero pesare, anziché contare.

19/36

I filosofi, i cosiddetti re del mondo, in realtà sono soltanto i lustrascarpe della posterità.

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Al genio vien sempre in mente: questo non potrebbe essere sbagliato? No dà mai il suo assenso senza riflettere.

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Le verità più pericolose sono quelle moderatamente contraffatte.

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Un'intera via lattea di idee.

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L'imparzialità è artificiale. L'uomo è parziale sempre, e ha ben ragione. Persino l'imparzialità è parziale.

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Se i paesi dovessero avere per nome le parole che vi si sentono per prime, l'Inghilterra si chiamerebbe damn it.

25/36

Un libro è uno specchio. Se ci si guarda una scimmia, quella che compare non è evidentemente l'immagine di un apostolo.

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Peccato, diceva un italiano, che non sia un peccato bere l'acqua. Come sembrerebbe buona!

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Dove la moderazione è un errore l'indifferenza è un delitto.

28/36

Ho scorso il registro delle malattie e non vi ho trovato le preoccupazioni e i tristi pensieri e questo è molto ingiusto.

29/36

Al rispetto spesso sconsiderato per le antiche leggi, le antiche usanze e l'antica religione dobbiamo tutto il male di questo mondo.

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Affettazione è un'ottima parola per chi non vuole confessare ciò che egli pensa volentieri di se stesso.

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Il mese di gennaio è quello in cui si fanno gli auguri ai propri amici. Gli altri mesi sono quelli in cui gli auguri non si realizzano.

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Chi ha meno di quanto desidera deve sapere che ha più di quanto vale.

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Credo che non sarà mai possibile dimostrare che noi siamo l'opera di un essere supremo e che non siamo stati, piuttosto, messi insieme per passatempo da un essere molto imperfetto.

34/36

Un libro è uno specchio: se vi sbircia dentro una scimmia, esso non può certo riflettere un apostolo. Non abbiamo parole per parlare di saggezza con un imbecille. È già saggio chi capisce il saggio.

35/36

Anche la scimmia più perfetta non saprebbe disegnare una scimmia. Questo lo sa fare soltanto l'uomo, il quale è anche l'unico che consideri un pregio il saperlo fare.

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Nella natura non vediamo parole, ma sempre soltanto iniziali di parole, e quando andiamo a leggerle troviamo che le nuove cosiddette parole sono a loro volta nulla più che iniziali di altre parole.




Biografia di Georg Lichtenberg