Frasi di Franz Kafka



1/37

Da un certo punto in poi non c'è più ritorno.
È questo il punto da raggiungere.

2/37

L'uomo, torturato dai propri diavoli, si vendica insensatamente contro il prossimo.

3/37

Per qualche motivo che ignoro, mi piaci moltissimo.
Molto, niente di irragionevole,
direi quel poco che basta a far sì che di notte, da solo, mi svegli e, non riuscendo a riaddormentarmi, inizi a sognarti.

4/37

I genitori che si aspettano riconoscenza dai figli (e ce ne sono che addirittura la pretendono) sono come quegli usurai che rischiano volentieri il capitale per incassare gli interessi.

5/37

Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo.

6/37

Da un certo punto in avanti non c'è più modo di tornare indietro. È quello il punto al quale si deve arrivare.

7/37

L'uomo legge per fare domande.

8/37

Credere al progresso non significa credere che un progresso ci sia già stato.

9/37

Poesia è malattia.

10/37

Il poeta è sempre più piccolo e più debole della media degli uomini. Per questo sente più intensamente, con più forza degli altri la pesantezza della sua presenza nel mondo. Il suo canto, per lui personalmente, è soltanto un grido. Per l'artista, l'arte è sofferenza dalla quale si libera in vista di una sofferenza nuova.

11/37

Non esiste altro mondo fuorché il mondo spirituale. Quello che noi chiamiamo mondo sensibile è il Male nel mondo spirituale.

12/37

Mentre si ride, si pensa che c'è sempre tempo per la serietà.

13/37

Quando mi siedo al tavolo di lavoro, non mi sento più a mio agio, d'uno che fosse caduto sulla piazza dell'Opera in pieno traffico rompendosi le gambe.

14/37

Scrivere come una forma di preghiera.

15/37

La sofferenza è l'elemento positivo di questo mondo, è anzi l'unico legame fra questo mondo e il positivo.

16/37

Il suicida è il prigioniero che, vedendo un patibolo in cortile, crede che sia destinato a lui; durante la notte evade dalla cella, scende nella corte e s'impicca da solo.

17/37

La maggior parte dei vecchi hanno qualcosa di malfido, di menzognero nel loro modo di comportarsi con le persone più giovani di loro.

18/37

La vita è una perpetua distrazione, che non lascia neppure prender coscienza di ciò da cui distrae.

19/37

Il punto di vista dell'arte e quello della vita sono anche nell'artista punti di vista diversi.

20/37

L'istante decisivo dell'evoluzione umana dura sempre. Perciò i movimenti spirituali e rivoluzionari, che dichiarano nullo tutto ciò che è stato, lo fanno a giusto titolo, perché nulla è ancora successo.

21/37

L'evoluzione umana, un crescere della potenza della morte.

22/37

Tutte le fiabe sono uscite dalle profondità del sangue e della paura.

23/37

Chi la possiede non la può definire, e quando uno la possiede, la sua definizione è gravata dalla mancanza di grazia. Il credente quindi non può e il miscredente non dovrebbe parlarne.

24/37

Lascia dormire il futuro come merita. Se lo si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato.

25/37

I genitori che si aspettano gratitudine dai figli, e c'è persino chi la pretende, sono come usurai: rischiano volentieri il capitale pur di incassare gli interessi.

26/37

Il giornale presenta gli avvenimenti nel mondo, pietra accanto a pietra, lordura su lordura. Si tratta di un mucchio di terra e di sabbia. Che senso ha? Vedere la storia come un cumulo di avvenimenti non vuol dir niente. Ciò che conta è il senso degli avvenimenti.

27/37

La giovinezza eterna è impossibile: anche se non ci fossero altri ostacoli, la renderebbe impossibile l'osservazione di sé stessi.

28/37

Solo la nostra concezione del tempo ci permette di parlare del Giorno del Giudizio chiamandolo con quel nome; in effetti è un tribunale sommario in seduta perpetua.

29/37

Ci sono due peccati cardinali dai quali derivano tutti gli altri: impazienza e pigrizia.

30/37

Il lavoro intellettuale strappa l'uomo alla comunità umana. Il lavoro manuale, invece, conduce l'uomo verso gli uomini.

31/37

I martiri non sottovalutano il corpo, lo fanno innalzare sulla croce. In ciò sono d'accordo con i loro nemici.

32/37

Il celibato e il suicidio si situano a un livello di conoscenza analogo, il suicidio e il martirio assolutamente no, il martirio e il matrimonio forse.

33/37

Il bisogno di metafisica non è altro che bisogno della morte.

34/37

Le metafore sono una delle cose che mi fanno disperare della letteratura.

35/37

L'ozio è il principio di tutti i vizi, il coronamento di tutte le virtù.

36/37

Amore è tutto ciò che aumenta, allarga, arricchisce la nostra vita, verso tutte le altezze e tutte le profondità. L'amore non è un problema, come non lo è un veicolo; problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada.

37/37

L'arte vola attorno alla verità, ma con una volontà ben precisa di non bruciarsi. Il suo talento consiste nel trovare nel vuoto oscuro un luogo in cui si possano potentemente intercettare i raggi luminosi.




Biografia di Franz Kafka