Frasi di Nicolás Gómez Dávila



1/34

I libri seri non istruiscono, interrogano.

2/34

Civiltà è tutto quello che l'università non può insegnare.

3/34

La stampa non si propone di informare il lettore, bensì di persuaderlo del fatto di essere informato.

4/34

Al volgo non interessa essere libero, ma credersi tale.

5/34

Chi scrive per convincere mente sempre.

6/34

L'idea del "libero sviluppo della personalità" sembra degna di ammirazione finché non incappa in individui la cui personalità si è sviluppata liberamente.

7/34

La forma sublime del disprezzo è il perdono.

8/34

Chi vede diffondersi le proprie idee deve sospettare che siano traditrici.

9/34

Immaginare è percepire ciò che sfugge alla percezione ordinaria.

10/34

L'intelligenza si inventa coerenze per dormire sonni tranquilli. Fin quando non irrompe l'assurdo.

11/34

Lascia stare le tue dimostrazioni. Non ascolto la tua predica, ma la tua voce.

12/34

Ogni soddisfazione è una forma di oblio.

13/34

Lo stile è un ordine cui l'uomo sottomette il caos.

14/34

Il nome con cui siamo conosciuti è solo il più noto dei nostri pseudonimi.

15/34

Le vere opere d'arte stanno alle spalle del proprio tempo, come proiettili dimenticati in un campo di battaglia.

16/34

Vorremmo che certi dipinti ci invitassero dentro il quadro per partecipare al loro modo di essere.

17/34

Rifiutare di stupirsi è il contrassegno della bestia.

18/34

Le celebrità del nostro tempo sono impregnate dell'odore dei laboratori pubblicitari che le fabbricano.

19/34

Il mito emenda la precisione del concetto.

20/34

Non vorremmo limitarci ad accarezzare il corpo amato, ma essere la carezza stessa.

21/34

Il mondo non è un argomento del poeta, ma il dizionario delle sue metafore.

22/34

Autentico scrittore non è chi, in un incontro casuale, ci tiene una concione con voce esotica da commensale stravagante, ma chi ci interpella con la stessa voce con cui parliamo a noi stessi nella nostra solitudine.

23/34

Il pensiero è indefinito in entrambe le direzioni: non conosce conclusioni ultime, né princìpi primi.

24/34

Tutti si sentono superiori a quello che fanno perché si credono superiori a quello che sono. Nessuno crede di essere quel poco che è in realtà.

25/34

Nell'intimità della lettura il grande scrittore non sembra limitarci, ma completarci.

26/34

"Riconciliazione dell'uomo con sé stesso": la più sicura definizione della stupidità.

27/34

Il politico, in una democrazia, si muta in buffone del popolo sovrano.

28/34

Arte classica è quella in cui il sostantivo si leva con l'autorità di una statua.

29/34

Un libro che non abbia Dio, o l'assenza di Dio, come protagonista clandestino, è privo d'interesse.

30/34

L'amore per la povertà è da cristiani, ma l'adulazione del povero è mera tecnica di reclutamento elettorale.

31/34

Ciò che è reale non è razionale e ciò che è razionale non è reale.

32/34

Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio.

33/34

Nessuno sa esattamente cosa vuole finché il suo avversario non glielo spiega.

34/34

Non appena le norme che ci rendono civili si allentano, il popolo servile, che grugnisce in ciascuno di noi, scatena i suoi torvi appetiti.




Biografia di Nicolás Gómez Dávila