Frasi di Giovanni Della Casa



1/17

Come il soverchio dire reca fastidio, così reca il soverchio tacere odio.

2/17

O Sonno, o de la queta, umida, ombrosa
notte placido figlio; o de' mortali
egri conforto, oblìo dolce de' mali
sì gravi, ond'è la vita aspra e noiosa.

3/17

Male fanno ancora quelli, che tratto tratto si pongono a recitar i sogni loro con tanta affezione e facendone sì gran maraviglia, che è uno sfinimento di cuore a sentirli.

4/17

Conviene ubbidire non alla buona, ma alla moderna usanza.

5/17

E se tutta la tua città averà tonduti i capelli, non si vuol portare la zazzera.

6/17

Gloria non di virtù figlia, che vale?

7/17

Gli uomini odiano in altrui eziandio i loro vizii medesimi.

8/17

Non dee l'uomo nobile correre per via né troppo affrettarsi: che ciò conviene a palafreniere e non a gentiluomo.

9/17

Sono ancora di quelli che così si dimenano e scontorconsi e prostendonsi e sbadigliano.

10/17

Egli è maggior fatica a guadagnare il primo migliaio, che poi col primo migliaio, il decimo e il vigesimo.

11/17

Gli uomini deonsi piuttosto pesare con la stadera del mugnaio che con la bilancia dell'orafo.

12/17

Lasso, che 'nvan te chiamo, e queste oscure
e gelide ombre invan lusingo. O piume
d'asprezza colme! o notti acerbe e dure!

13/17

Il rompere altrui le parole in bocca è noioso e spiace, non altrimenti che quando l'uomo è mosso a correre, ed altri lo ritiene.

14/17

Le persone schifano la amicizia de' maldicenti, facendo ragione che quello che essi dicono d'altri a noi, quello dichino di noi ad altri.

15/17

Tra coloro che di ricchezze e d'autorità diseguali sono, non è amore, ma utilità.

16/17

Per la qual cosa niuno può dubitare che a chiunque si dispone a vivere, non per le solitudini o ne' romitori, ma nella città e tra gli uomini, non sia utilissima cosa il sapere essere ne' suoi costumi e nelle maniere grazioso e piacevole. Senza che le altre virtù hanno mestiere di più arredi, i quali mancando, esse nulla o poco adoperano; dove questa senza altro patrimonio è ricca e possente, siccome quella che consiste in parole e in atti solamente.

17/17

Né dei tuoi medesimi motti voglio che tu rida; che è un lodarti da te stesso. Egli tocca ridere a chi ode, e non a chi dice.




Biografia di Giovanni Della Casa