1/12
L'umanità cammina
ratta così che par sovra una china.
2/12
Come ti vidi m'innamorai e tu sorridi perché lo sai.
3/12
Piangi, medita e vivi. Un dì lontano, quando sarai del tuo futuro in vetta, questo fiero uragano ti parrà nuvoletta.
4/12
Ebro è Otel, ma Amleto è orbe.
5/12
Son lo spirito che nega.
Sempre, tutto.
6/12
Ora e per sempre addio, sante memorie!
7/12
O creature fragili
dal genio onnipossente!
Forse non siam l'homunculus
d'un chimico demente,
forse di fango e foco
per ozioso gioco
un buio Iddio ci fè
e ci scagliò sull'umida
gleba che c'incatena,
poi dal suo ciel guatandoci
rise alla pazza scena,
e un dì a distrar la noia
della sua lunga gioia
ci schiaccerà col piè.
8/12
Questa è la vita! L'ebete
vita che c'innamora,
lenta che pare un secolo,
breve che pare un'ora;
un agitarsi alterno
fra paradiso e inferno
che non s'accheta più!
9/12
L'opra del primo scettico
fu di negar le fiabe,
poscia negò il Demonio,
poscia negò il Signor.
10/12
Il tizzo acceso fin che arde fuma;
simile, o mesto amico, al nostro cuore
che in pianto si consuma
fin che arde l'amore.
11/12
Piomba, dirò, nell'alvo
frenetico del mar,
teschio beffardo e calvo,
maschera da giullar!
Scudo tarlato e lercio, fantasima del sol,
spettro paffuto e guercio
dal faticoso vol!
12/12
L'amore dell'uomo, fanciulla, è più bello
che quel del lione, che quel del torello,
che quel dell'ardente puledro leggier.